Lo Smart Working non scomparirà con il Covid-19

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Lo Smart Working non scomparirà con il Covid-19

Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di Smart Working e delle principali differenze con il classico Remote Working (o, come dicono gli americani, il Working From Home). Ne hanno parlato praticamente tutti, dai Dirigenti d’azienda agli Amministratori pubblici, dai navigati manager di grandi aziende di telecomunicazioni o Banche d’investimento ai semplici impiegati delle PMI. Eppure, nella maggior parte dei casi, ho come l’impressione che se ne sia parlato a sproposito, evidenziando aspetti, a mio avviso, marginali, come, ad esempio, il controllo dei propri dipendenti, e tralasciando invece fattori ben più importanti come la revisione dei modelli organizzativi aziendali e – forse il più significativo – la necessità di continuare a “fare innovazione” anche a distanza.

Mi auguro che, in questi mesi così complicati, le aziende più virtuose, invece di perdere ulteriore tempo a chiedersi se tale modello organizzativo possa o meno essere applicato alla propria strategia di business, stiano davvero lavorando su questi aspetti tutt’altro che secondari. Lo Smart Working/Remote Working non scomparirà con il Covid-19! Questa incredibile crisi sanitaria ne ha indubbiamente accelerato l’adozione ma, secondo i numerosissimi sondaggi degli ultimi tempi, la percentuale dei suoi sostenitori è di gran lunga superiore rispetto a quella dei detrattori. Moltissimi imprenditori, avendo registrato livelli di produttività paragonabili – se non superiori – a quelli pre-Covid-19, si sono infatti pubblicamente schierati in questo senso.

Ma ora arriva il bello, ovvero, la parte più difficile. Sebbene l’eccesso di burocrazia sia spesso controproducente (soprattutto in Italia!), ritengo inderogabile “regolamentare” quanto prima lo Smart Working, coinvolgendo lavoratori, imprenditori, politica e sindacati, al fine di rendere questa rivoluzionaria innovazione, non una rischiosissima “bomba ad orologeria” (ndr: grazie per la pregnante definizione, Maurizio!), ma un tassello fondamentale per la crescita del nostro “Sistema Paese”. A mio avviso, è auspicabile adottare un sistema misto, in cui vi sia un equilibrio fra attività lavorativa “in remoto” e “in presenza”, che garantisca, da una parte, una graduale riconciliazione delle persone con le proprie vite e, dall’altra, la possibilità di continuare a “fare innovazione”. In questo, le aziende dovranno dare il massimo. Servono idee e competenze per realizzare concretamente e senza improvvisazioni tale modello organizzativo, rivedendo drasticamente task, processi e relative owernship. Io sono ottimista!


Thoughts/ è una sezione tematica di Customer Centricity in cui trovare una serie di contributi – dal taglio meno tecnico – in grado di stimolare ed ispirare, non solo i navigati professionisti del Customer Service, ma anche tutti quei lettori che si approcciano per la prima volta a questi temi.

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