Che bella la tecnologia!

Thoughts/: Che bella la tecnologia!
Thoughts/: Che bella la tecnologia!

“Nessuna tecnologia può essere realmente efficace, per quanto ben costruita, se a monte mancano la volontà e la determinazione per farla funzionare.” Cordell Hull

Oggi vi racconterò una storia triste. La storia di una selezione online di massa, organizzata da una piattaforma tecnologica molto blasonata (di cui non vi farò il nome!) per una grande azienda manifatturiera italiana (di cui non vi farò il nome!). Fin qui, tutto bene. Questo approccio innovativo e proiettato verso il futuro mi ha sempre entusiasmato. Forse, le cose non stanno proprio come vi avevo raccontato qui. Ma, purtroppo, è proprio qui che casca l’asino. Questo è il tipico esempio di iniziativa pensata bene (anzi, molto bene) ma realizzata malissimo, in maniera disorganizzata e superficiale.

Prologo

La persona con cui ho parlato (la mia fonte!), di cui, ovviamente, non vi farò il nome, e che da questo momento in poi, per semplicità, chiamerò Lucia, decide di partecipare con ottimismo a questa selezione online, iscrivendosi tramite la piattaforma di cui sopra. Dopo qualche giorno, riceve un primo feedback con la richiesta di invio di un CV aggiornato per dare la possibilità ai recruiter dell’azienda manifatturiera di cui sopra di svolgere al meglio il proprio compito. Dopo aver scelto uno specifico slot, nei giorni successivi Lucia riceve una e-mail con il link Microsoft Teams a cui collegarsi per svolgere il colloquio (nel giorno e all’ora prestabilita) e con tutta una serie di consigli utili per affrontarlo al meglio. Bene. Tutto sembrava filare liscio. Lucia aveva più di una settimana per prepararsi. “Che bella la tecnologia!

La tecnologia non fa per me!

Arriva il giorno del colloquio. Lucia si connette regolarmente, all’ora prestabilita, clicca sul link ricevuto il giorno precedente come reminder di partecipazione alla selezione online ma, ahimè, la piattaforma le restituisce un errore. Manteniamo la calma! La tecnologia è anche questo: qualche volta può fare cilecca!. Per fortuna, c’è una e-mail dedicata a cui rivolgersi per risolvere immeditatamente il problema. Lucia scrive una e-mail con tutti i dettagli dell’errore riscontrato in fase di collegamento ma non riceve alcuna risposta. Intanto, l’ora prestabilita per il suo colloquio è passata. Decide allora di scrivere un’altra e-mail allo stesso indirizzo e, dopo qualche minuto, anche all’azienda per la quale si stava candidando. Nessuna risposta. Le sudano le mani. E’ preoccupata ed amareggiata. Cosa potrà mai essere successo? Si confida con le persone più vicine a lei, mettendosi subito in croce per le proprie scarse conoscenze informatiche. Insomma, della serie “la tecnologia non fa per me”.

Ci dispiace per l’inconveniente

Passano i minuti, poi le ore. Lucia decide di mettersi l’anima in pace e di riorganizzarsi la giornata. Fa le sue cose. Cerca di recuperare gli impegni che aveva rimandato per svolgere il suddetto colloquio. Esce, perché ha bisogno di prendersi una boccata d’aria. Per fortuna, Lucia è una persona forte e determinata. Dopo poche ore, si è completamente ripresa. Ricomincia a pensare al proprio futuro, minimizzando l’attuale amarezza. Si fida del prossimo. Sa che le faranno presto sapere qualcosa. Ogni tot, guarda la sua casella di posta per vedere se qualcuno le ha risposto. Nulla. Zero. Nel pomeriggio (il colloquio si sarebbe dovuto svolgere nelle prime ore della mattina), riceve una e-mail dall’azienda per la quale si stava candidando. L’ufficio del personale le comunica quanto segue: “Gentile Lucia (ndr: la mia fonte). Se non riesce ad accedere alla piattaforma significa che XXX (ndr: la piattaforma tecnologica di cui non vi ho fatto il nome) ha provveduto a bloccare il colloquio perché il profilo non risultava allineato ai requisiti richiesti. Ci dispiace per l’inconveniente”.

Amarezza

Ci scusiamo per l’inconveniente? Ma come? Non mi avevate scritto “Buongiorno, le confermiamo l’avvenuta iscrizione per l’evento che si terrà il XX XXX con Microsoft Teams”? Insomma, per farla breve, la partecipazione all’evento prevedeva una preselezione (sacrosanta!), di cui però nessun candidato era stato informato! Hanno addirittura ben pensato di inviarle un reminder il giorno precedente al colloquio per fare in modo che la candidata fosse pronta! Amarezza. Ma non finisce certo qui. In serata, quando la nostra malcapitata era finalmente riuscita a mandare giù il rospo, riceve un’altra e-mail, questa volta da parte della piattaforma tecnologica che ospitava la selezione online. “Buonasera Lucia. Ci dispiace per questo terribile equivoco e che non sia stata tempestivamente informata della preselezione. La prego di non esitare a contattarmi in caso avesse bisogno di ulteriore assistenza. Cordiali Saluti”.

L’E-recruitment ha ancora molta strada da fare

Non credo servano ulteriori commenti. Questo approccio è idealmente innovativo e corretto ma fattualmente sbagliato. Possibile che le persone (che sono strenuamente alla ricerca di un lavoro!) vengano considerate solo come numeri? Perché non vengono mai considerate le nefaste conseguenze di una tale disorganizzazione sul loro equilibrio psico-fisico? L’E-recruitment ha ancora molta strada da fare. Non basta mettere una “E” davanti al nome di una disciplina per renderla più innovativa. Come qualsiasi altro settore, quello del recruiting deve necessariamente abbracciare e servirsi di tutte le soluzioni tecnologiche a propria disposizione per innovarsi ma, al tempo stesso, non deve mai dimenticare che, avendo a che fare con le persone, ha l’obbligo di fare le cose per bene. Questo episodio che vi ho appena raccontato mi ha colpito profondamente, soprattutto in un periodo così complesso come quello attuale. E mi è parso anche molto offensivo che Lucia abbia dovuto leggere e-mail del genere. “Ci dispiace per l’inconveniente”? “Ci dispiace per questo terribile equivoco”? Oltre il danno, la beffa. Inammissibile!

ndr: un sincero ringraziamento va, ovviamente, alla nostra “Lucia“, per aver voluto condividere con Customer Centricity e, quindi, con i suoi lettori, questo spiacevole episodio.

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Pubblicato da Andrea Camerino

Con una esperienza di oltre 15 anni, ha ricoperto tutte le principali funzioni in ambito CRM, lavorando sia per aziende con Customer Service in outsourcing che in house. In questi anni, non ha mai trascurato la scrittura, una delle sue più grandi passioni, collaborando come giornalista freelance per diverse testate specializzate o generaliste, sia offline (quotidiani e settimanali) che online. E' iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal gennaio del 2001.

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